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La terapia del sonno, al pari di tante altre cure psichiatriche, è stata utilizzata per affrontare sindromi molto diverse tra loro, come la schizofrenia, gli stati maniacali, la melanconia accompagnata da agitazione, l'isteria, le nevrosi, le tossicomanie, le malattie psicosomatiche.
Statisticamente tendono a migliorare più le nevrosi che le psicosi ed in particolare sono stati ottenuti risultati positivi intervenendo nei processi nevrotici e psicosomatici durante le crisi di scompenso e nelle nevrosi reattive (E. Bernard). La scuola di Pavlov applicò la cura del sonno a disturbi psicosomatici come la colite ulcerosa e l'ipertensione arteriosa, mentre in precedenza studiosi come Charcot ed altri pubblicarono lavori scientifici sul potere curativo del sonno ipnotico prolungato: i casi trattati prevedevano un sonno indotto mediante ipnosi e non attraverso farmaci.
Il sonno prolungato è stato utilizzato anche in tempi più recenti. Klaesi e coll. che si avvalevano di questa tecnica per interrompere, in pazienti definiti "psicotici agitati", il perpetuarsi di un'alternanza di agitazione ed esaurimento. E’ stato osservato che con la cura del sonno il rapporto e la collaborazione tra paziente e medico tendono a migliorare, aprendo la strada ad una successiva psicoterapia. Oggi la sonicoterapia rappresenta il metodo più attuale per rendere possibile l’induzione del sonno naturale senza l’uso di psicofarmaci, al fine di ottimizzare il recupero psicofisico del paziente. Le onde soniche ad opportune frequenze, possono concorrere al trattamento dei dolori osteo-articolari, agiscono inoltre sul tono muscolare e sul microcircolo periferico con azione linfodrenante-decontratturante.

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